Intervista a Oliviero Merli, punto di riferimento italiano per l’allevamento francese De Keranlouan

Chiè Oliviero Merli?

Sono un appassionato e studioso della razza Epagneul Breton, impegnato nella selezione di soggetti destinati all’attività venatoria, con particolare attenzione alle qualità di lavoro e alla tipicità di razza. Parallelamente, curo la selezione morfologica secondo lo standard ufficiale, con l’obiettivo di ottenere cani completi, validi sia sul piano funzionale sia in ambito espositivo.

Da anni svolgi il ruolo di referente in Italia dell’allevamento “De Keranlouan”. Come nasce l’amicizia e la collaborazione con Patrik Morin?

Il rapporto con l’allevamento Keranlouan ha origine circa quarant’anni fa, quando Claudio Lanzi mi condusse per la prima volta a Callac, presso Guy Morin, fondatore dell’allevamento e padre di Patrick Morin. In quell’occasione ebbi modo di conoscere direttamente i soggetti Keranlouan e di iniziare a valutarne le qualità venatorie, la tipicità morfologica e l’equilibrio caratteriale. Negli anni successivi la collaborazione è proseguita con Patrik Morin, che ha sviluppato e consolidato il proprio programma di selezione. Pur avendo visitato e analizzato altri allevamenti della zona di Callac, ho continuato a orientarmi sui suoi soggetti, ritenendoli superiori per costanza di rendimento sul terreno, rispetto dello standard di razza e coerenza genetica delle linee di sangue.

Hai portato in Italia dei soggetti che hanno fatto la storia dell’Epagneul Breton? Se sì, si sono distinti anche come riproduttori una volta rientrati in Francia presso l’allevamento Keranlouan?

Dopo i primi anni di collaborazione, durante le mie frequenti visite a Callac in cui avevo la possibilità di selezionare i soggetti all’interno di lotti numerosi di cani già validi sul piano venatorio. All’interno di questa base qualitativa, la mia scelta si è sempre orientata verso i soggetti che, oltre alle doti di lavoro, presentavano anche la migliore conformità morfologica allo standard di razza. Patrik Morin ha progressivamente riconosciuto e apprezzato questa capacità di individuare cani completi, iniziando a considerare la selezione morfologica come un valore aggiunto alla già consolidata selezione sul lavoro. Da questa condivisione di intenti è nata una collaborazione tecnica strutturata, che può essere definita come un’estensione del suo giudizio funzionale integrato dal mio contributo morfologico. L’unione di queste due competenze ha reso possibile l’individuazione sistematica dei migliori soggetti.

In una fase iniziale, anche nelle esposizioni riservate ai soggetti con titoli di lavoro, i risultati morfologici non andavano generalmente oltre la qualifica di “Molto Buono”. Con l’introduzione di una selezione mirata sui soggetti più tipici tra quelli più performanti sul terreno, è cambiato anche l’indirizzo allevatoriale. Questo nuovo equilibrio tra lavoro e morfologia ha prodotto risultati evidenti e duraturi, apprezzati non solo in Francia ma dall’intera clientela internazionale dell’allevamento Keranlouan.

Puoi menzionare alcuni dei soggetti che ricordi con maggiore soddisfazione tra quelli selezionati come più belli e bravi?

Senza dubbio il soggetto più rappresentativo della sintesi tra qualità di lavoro e tipicità morfologica è stato Eliote de Keranlouan, un cane straordinario sotto ogni profilo, capace di esprimere al massimo entrambe le componenti.

Accanto a lui, ricordo con particolare soddisfazione altri soggetti giunti in Italia che hanno lasciato un segno importante nella storia della razza, distinguendosi sia nelle prove di lavoro sia in ambito espositivo. Tra questi, diversi hanno partecipato alla Coppa Europa e conseguito numerosi titoli anche in esposizione, come Erer de Keranlouan, Gephore de Keranlouan, Ulhan de Keranlouan, Ebert de Keranlouan e Irian de Keranlouan, che rappresentano, a mio avviso, l’espressione più alta di questa selezione di soogetti da lavoro.

In questa lista manca un soggetto che, a mio parere, è uno tra i Keranlouan più celebri: Alpha de Keranlouan

Alpha de Keranlouan è stato il cane che ha segnato una vera svolta nell’allevamento di Patrik Morin. Padre di Eliote de Keranlouan, si distingueva per una bellezza notevole, una struttura solida e una morfologia di altissimo livello, accompagnate da un’espressività eccezionale. L’unico limite, dal punto di vista estetico, era rappresentato da un mantello particolarmente scuro. Sul piano del lavoro ho avuto modo di valutare soggetti complessivamente superiori, sebbene Alpha fosse Campione. Non possedeva le caratteristiche necessarie per ambire alla Coppa Europa, ambito nel quale altri soggetti da me citati risultavano leggermente più performanti.

La sua qualità più rilevante, tuttavia, è stata quella di riproduttore: Alpha si è affermato come stallone di grande valore, capace di trasmettere con costanza le proprie qualità morfologiche e caratteriali. Una dote fondamentale, questa, che rappresenta uno dei requisiti più ricercati nella selezione di un riproduttore di alto livello.

La capacità di riprodurre e trasmettere è una dote fondamentale nello stallone. Come valuti, in quest’ottica, la produzione di soggetti anuri nell’allevamento Keranlouan?

Nell’allevamento Keranlouan è sempre stata presente una base genetica solida e ben definita, che rappresenta l’elemento più importante di qualsiasi programma di selezione. Morfologia, salute, qualità di naso ed equilibrio caratteriale sono, per noi, i pilastri fondamentali su cui si costruisce l’allevamento. Per quanto riguarda la trasmissione del gene dell’anurismo, né io né Patrik Morin lo abbiamo mai considerato una priorità selettiva. Se nasce un soggetto anuro che risulta valido sia sul piano del lavoro sia su quello morfologico, viene naturalmente apprezzato; tuttavia, a parità di condizioni, la scelta ricade senza esitazioni sul cane complessivamente superiore, indipendentemente dal fatto che sia anuro o nato con la coda. In presenza di una lieve superiorità funzionale o morfologica, anche un soggetto con coda viene preferito, senza alcuna penalizzazione.

L’incrocio tra due soggetti anuri ha storicamente evidenziato problematiche, in particolare a livello di groppa e di costruzione posteriore. Per questo motivo, dal punto di vista tecnico, è sempre consigliabile accoppiare un soggetto nato anuro con un cane nato con la coda, così da preservare correttezza strutturale, equilibrio morfologico e funzionalità complessiva della progenie.

Abbiamo già approfondito notizie sull’allevamento Keranlouan in Francia. Quali altri allevamenti francesi sono interessanti per la produzione di Epagneul Breton da lavoro ed esposizione?

Secondo un mio punto di vista gli allevamenti francesi di Breton da lavoro ed esposizione da tenere d’occhio sono questi:

  1. De Bois Courcol di Dominique Pozo
    Eccellenza assoluta nella valutazione lavoro. I soggetti di questo allevamento si distinguono per la costanza in cerca, il grande naso e la fermezza in stile di razza. Ideali per chi cerca Breton con attitudine venatoria superiore e prestazioni in prove di lavoro.
  2. De Trémouard di Sandrine Flaux
    Forte reputazione per bellezza e lavoro combinati. I soggetti sono equilibrati, con struttura fisica armoniosa e ottime doti naturali, risultando interessanti sia per esposizione che per riproduzione mirata.
  3. De Bois de Glande di Houy Gilduin
    Tra i soggetti più noti c’è Oscar de Bois de Glande, campione sia in esposizione che in lavoro. I cani di questo allevamento hanno caratteristiche eccezionali per genetica, struttura fisica e attitudine naturale alla caccia, rendendoli una risorsa preziosa per allevamenti italiani che vogliono migliorare qualità complessiva e prestazioni dei propri soggetti.

Come vedi la situazione dell’allevamento dell’Epagneul Breton in Italia?

In Italia si assiste a un’importazione massiccia di soggetti provenienti da tutta Europa — Spagna, Francia, Serbia, Croazia e altri Paesi balcanici — con una crescente tendenza a inserire nei programmi di allevamento il maggior numero possibile di linee di sangue, spesso senza una reale valutazione della loro compatibilità genetica.

In molti casi manca un’analisi approfondita delle caratteristiche morfologiche dei riproduttori e dei possibili difetti trasmissibili, privilegiando esclusivamente il possesso di titoli di lavoro o di esposizione. Questo approccio trascura un aspetto fondamentale della selezione: la reale capacità del riproduttore di trasmettere in modo costante e coerente le proprie qualità genetiche.

In questo contesto piuttosto caotico, esistono comunque alcuni allevatori seri che cercano di seguire linee di selezione precise e coerenti. Tuttavia, sono pochi coloro che allevano con un progetto a lungo termine realmente orientato al miglioramento e al consolidamento della razza Epagneul Breton, piuttosto che al semplice conseguimento di risultati immediati.

E per finire, quali sono i soggetti che attualmente hai in allevamento che possono utilizzare gli allevatori italiani?

Attualmente il nostro allevamento conta pochi soggetti, ma quelli di punta sono tre, tutti di grande qualità e con caratteristiche distintive:

  1. Laos – figlio di Gwenhael de Rozenn Brug e Gloria des Plaines de l’Espérance. Cane sicuramente adatto ad accoppiamenti con femmine che necessitano di un miglioramento della struttura fisica.
  2. Sandro del Keranlouan – tricolore, figlio di Haxo de Keranlouan e Mistrale de Keranlouan, Campione Italiano di Bellezza Anuro e soggetto del 2021 molto promettente.
  3. Texas de Keranlouan – bianco e nero, figlio di Ives de Keranlouan e Ribella di Keranlouan (a sua volta figlia di Eliot de Keranlouan, Campione Italiano di Bellezza, Campione Italiano Lavoro e Campione Assoluto in corso di proclamazione). Texas ha ottenuto 4 C.A.C. in raduni di razza da 4 giudici differenti, di cui 3 volte Migliore di Razza (B.O.B.). Eccellente e con C.A.C. in prove. Dotato di grande naso, cerca costante, ferma in stile di razza, riporto e consenso naturali- Probabilmente il più bello dei miei Breton.

Ringraziamo Oliviero Merli per l’intervista.